TEST DI VERIFICA

TEST DI VERIFICA nei commenti...
Abbiate pazienza, l'avevo tolto, come in tanti mi avevate richiesto, per facilitare la pubblicazione dei commenti da parte vostra, ma ho dovuto rimetterlo perchè da quel momento han ripreso ad arrivarmi un saaaaacco di commenti-spam... e non ne posso più di star lì a cancellarli... :(((
Spero sarete comprensivi e che vorrete lo stesso continuare a seguirmi... VVB! =(^.^)=

sabato 7 marzo 2015

KRAPFEN AL FORNO

L'altro giorno Il Compare, via skype, mi scrive "facciamo i bomboloni?!" e io "no!" e lui "perchè?!" (con tanto di faccina lacrimosa....) e io "primo perchè sono fritti, secondo perchè sono stanca, è stata una settimana allucinantemente lunga e pesante e non vedo l'ora che si faccia sera per spalmarmi sul divano!"

Lì per lì sembrava convinto e io sono andata avanti tranquilla....

Passa tipo manco 10 minuti che ta-daaaaaaaaaaaaaaaaa arriva un nuovo messaggio "li faccio io! tu non devi fare niente! ho trovato una ricetta facile facile!" e ho cominciato a sudare freddo....

Il Compare si impegna sia chiaro... ma deve essere seguito passo passo, e se proprio sono in buona e decido di lasciargli campo libero, per non soffrire nel sentirlo annaspare in cucina, devo andarmene via, cioè uscire letteralmente di casa... farmi una bella passeggiata di 4 ore lasciando il cellulare spento, a casa... ho reso l'idea? :DDD

Insomma, comincia a martellarmi di link di ricette di bomboloni, krapfen, fritti non fritti & compagnia bella e, per farla breve, ieri sera ci siamo messi all'opera....

Così abbiamo seguito la ricetta per i Krapfen cotti al forno che ha trovato lui e QUI la trovate anche voi, ma con alcune piccolissime modifiche, dettate dagli ingredienti ma anche dal tempo a disposizione... 

KRAPFEN AL FORNO
(per circa 16 krapfen)

per il lievitino
20 g di farina di Manitoba (sì sì, proprio 20 g!!!)
20 g di zucchero semolato
140 g di latte di soja light
9 g di lievito di birra fresco

per l'impasto principale
400 g di farina di Manitoba
40 g di tuorli (e non buttate gli albumi!)
80 g di latte di soja light
50 g di burro morbido (pomata)
1 presa di sale
scorza grattugiata di 1 limone bio
70 g di zucchero

per la farcia
albume
marmellata di albicocche (noi di pesche)

per servire
20 di zucchero a velo

Si deve fare prima il LIEVITINO, sciogliendo in una ciotola il lievito nel latte tiepido.
Mescolare insieme la farina con lo zucchero quindi unirli al latte e lievito mescolando con una frusta per non formare grumi. Coprire e lasciare lievitare in luogo tiepido almeno mezz'ora (noi 1 ora, vicino al termosifone acceso).

Pronto il lievitino, passare all'impasto principale.

Nella ciotola della planetaria (chi non ce l'ha, si fa tranquillamente anche a mano, ma serve un pò di "olio di gomito") setacciare la farina di Manitoba, fare un incavo al centro e metterci i due tuorli, il burro morbido (a pomata), il latte tiepido, la presa di sale, lo zucchero (facendo attenzione che non vada a contatto con i tuorli) e la scorza grattugiata del limone. Sopra al tutto versare quindi il lievitino ormai pronto (sarà raddoppiato, se non triplicato di volume!) e avviare la planetaria usando il gancio a "uncino" (quello per impasti "duri" per intenderci, come il pane o la pasta).

Lasciare impastare fino a che diventerà una pasta morbida e liscia.

Ungere una ciotola abbastanza grande con un velo d'olio, adagiarvi al centro l'impasto, coprire con pellicola trasparente (non a contatto con la pasta!) e lasciare lievitare in luogo tiepido (noi sempre vicino al termosifone) tutta la notte.

Il giorno successivo, trasferire l'impasto sulla spianatoia infarinata e lavorarlo brevemente.

Se lo sentite appiccicoso usate un pò di farina, ma quel tanto che basta per riuscire a lavorarlo.

Stendete l'impasto col mattarello in uno spessore di mezzo centimetro e ricavare con un coppapasta di 7 cm tanti dischetti quant'è l'impasto (si può rimpastare e ridistendere fino ad esaurimento dello stesso).

Foderare di carta-forno la leccarda del forno (tante quante ne occorrono per i Krapfen che vi sono usciti)

Disporre la metà dei dischetti ben distanziati tra loro, sulle leccarde e mettere al centro di ognuno, un cucchiaino di marmellata a piacere (noi abbiamo usato quella di pesche).

Con un pennello da cucina, bagnare la porzione di dischetto libera dalla marmellata quindi sovrapporre gli altri dischetti a mò di "panino", premendo bene i bordi.

Coprire con pellicola trasparente e lasciare riposare un'altra mezzora.

Scaldare il forno a 180°, quindi infornare una leccarda alla volta, lasciando cuocere tra i 10 e 15 minuti.

Saranno pronti quando appariranno belli dorati in superficie.

Sfornare, spolverare di zucchero a velo e trasferire sul piatto di portata.

STRATOFERICI e poi si possono mangiare senza sentirsi troppo in colpa perchè non sono, appunto, fritti e sul totale dell'impasto c'è pochissimo burro e appena due tuorli d'uovo ^__________^

Vabbè certo, se te ne mangi 5, poi non venirti a lamentare!!! :DDDD

sabato 28 febbraio 2015

EMPANADAS RIPIENE DI FRUTTA

Siamo già alla letterina G di Guadalajara in MESSICO, per settima tappa dell'Abbecedario Culinario Mondiale, ideato dalla nostra Aiù della Trattoria Muvara e che ci ospita, questa volta, nella cucina di Lucia di TORTA DI ROSE fino a domani, domenica 1^ marzo!


 Guadalajara (foto presa QUI)


Come solito, le idee sono tante ma il tempo (e la capacità organizzativa...) della Gata lasciano a desiderare e così mi ritrovo a partecipare sempre all'ultimo... ma l'importante è ... partecipare appunto! :D

Consultando il "magico" librone (IL MANGIAMONDO) per quanto riguarda il Messico, di ricette non ne mancano di certo, ma per i miei gusti o sono troppo piccanti o c'è molta carne (non che sia vegetariana, ma non la amo particolarmente...) o insomma... ho tante "gnole" che non riesco mai a trovare qualcosa che non abbia bisogno di particolari stravolgimenti o aggiustamenti....

Ma questa volta ci sono riuscita!

E ho trovato, guarda il caso, un DOLCE!!!!

Riguardo alle capacità organizzative, ben 4 giorni fa, mi sono portata avanti preparando l'impasto con l'idea (balzana) di fare questa ricettina la sera successiva... poi la sera successiva è passata e pure quell'altra e quell'altra ancora e l'impasto... è andato a male :(((

Così oggi pomeriggio ho ricominciato tutto d'accapo... vabbè, 'namo con la ricetta che è meglio va....

EMPANADAS RIPIENE DI FRUTTA
per l'impasto
280 g di farina (io 350 g!!!)
25 g di zucchero
90 g di burro
1 tuorlo
1 bicchiere d'acqua (140 g)

per il ripieno
3 platani maturi (io 3 banane mature)
30 g di burro
1 cucchiaio (raso) di cannella
2 arance (bio)
qualche mandorla intera (io no)
200 g di uva sultanina ammollata (io quella gigante)
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano macinati (io meno di 1/2 cucchiaino)

per "guarnire"
1/2 bicchiere di latte (io di soja)
mix di zucchero e cannella

Per l'impasto:
(ho usato la Mr. K - planetaria - ma si può fare tranquillamente anche a mano)

Si tratta, praticamente, dei ravioli dolci e il ripieno ha fortemente rischiato di finire... prima ancora di farcire i dischetti di impasto!!!! :DDD

Buono a livelli stratosferici! E pensare che non amo particolarmente le banane... 

La prossima volta voglio provare ad utilizzare questa farcitura per farci una crostata!!!!

Mescolare la farina con lo zucchero. Aggiugere il burro  a tocchettini e impastare fino ad ottenere un impasto friabile (sabbiato). 
Aggiungere il tuorlo sbattuto e versare l'acqua ghiacciata, formando un impasto liscio.

Nella ricetta non lo specifica, ma io l'ho avvolto nella pellicola trasparente e messo a riposare in frigorifero un'oretta in quanto, contenendo burro, ho pensato di trattarlo come una sorta di pasta frolla.

Per il ripieno:

Sciogliere in un pentolino i 30 g di burro e aggiungere i platani (io le banane!) schiacciati con la forchetta, i chiodi di garofano macinati e la cannella in polvere e cuocere per 3 minuti mescolando.

Aggiungere a questo composto la scorza grattugiata e il succo delle due arance, l'uvetta ammollata e cuocere a fuoco delicato per 20 minuti badando che non attacchi sul fondo.

Spegnere, trasferire in un piatto, allargare bene e far freddare.

Riprendere l'impasto, infarinare leggermente la spianatoia e stenderlo in uno spessore di qualche millimetro.

Con un coppapasta o un tagliabiscotti del diametro di 10 cm. ricavare tanti dischi fino ad esaurire l'impasto.

Mettere al centro di ognuno un cucchiaino di composto, chiudere a mezzaluna, sigillare bene con i rebbi di una forchetta e trasferire sulla leccarda del forno foderata di carta-forno (io li ho cotti nel fornetto Maxi DeLonghi).

Spennellare con il latte (io di soja) cospargere di un mix fatto con zucchero e cannella in polvere e cuocere in forno già caldo a 200° per 20-30 minuti.

Poichè ho notato che mentre la superficie delle empanadas diventava bella dorata e croccante, restando invece umida sul fondo, a metà cottura le ho girate, così da far cuocere bene anche il fondo.

La ricetta suggerisce di servirli accompagnando con spicchi di arancia e mandorle, ma io li trovo perfetti come dolcetti da tè... molto poco "messicano" ed assai "english" ma... non ho resistito!

Però ho usato un tipo di thè comprato tempo fa "in vista" del Viaggio della Carovana, tipico del Sud America YERBA MATE' e trovo che sia buonissimo! Ha una forte nota "verde" e terrosa (almeno secondo il mio gusto) e con un cucchiaino di zucchero di canna si beve benissimo! ^___________^

G come.........
Giusto un paio e... poi il bis! :D

mercoledì 21 gennaio 2015

BRASILE e IL VIAGGIO CONTINUA!

Con il Viaggio dell'Abbecedario Culinario Mondiale siamo atterrati già in BRASILE

Per la precisione a Fortaleza, a rappresentare la letterina F di questa tappa, ospitata dalla nostra Compagna di Carovana Rosa Maria di Torte e Dintorni Amica alla quale non riesco più a pensare se non con il suo matto naso rosso da Clown! ^_____________^

Non sto a dilungarmi troppo sulla descrizione di questo immenso, colorato, contraddittorio Paese in quanto è già stato detto molto, e bene, dalla nostra Ospite.

foto presa QUI

Voglio solo dire che mi sono voluta soffermare sul lato "mangereccio" di quella popolazione che vive un pò più ai margini della società, ovvero le Favelas.

 foto presa QUI

Questo perchè ho ritrovato, in mezzo ai miei tantissimi libri di cucina, un libriccino comprato anni fa (almeno 10 di sicuro!) ad una Mostra-Mercato di beneficienza organizzata da un sacerdote di Ferrara, Don Roberto che però lavorava moltissimo per aiutare questa parte di popolazione, attraverso raccolte fondi, vendita di oggetti di vero artigianato locale e, non ultimo, la divulgazione attraverso appunto questo libriccino, della cultura gastronomica brasiliana, della città di Parauapebas in particolare, partendo dalle Favelas fino ai ristoranti che però offrono anche piatti "poveri" locali.

M'è sembrato quindi un "segno"... un libro di ricette brasiliane aquistato nella mia Ferrara anni fa, guarda caso mi torna utile proprio ora, che "atterro" in Brasile con le mie Amiche + 1 Amico in Brasile ^^

Come prima ricetta sono felicissima di provare un piatto totalmente vegetariano, senza dover per forza apportare modifiche/sostituzioni ^^

L'unica cosa che ho "modificato" è stato sull'uso dell'aglio, che loro tritano/tagliano/spremono mentre in famiglia lo si tollera poco e quindi lo lascio intero :)

E ora via, un bel piatto di.......

ARROZ E FEIJAO-CORDA
(riso e fagioli)

Essendo solo in due, nella preparazione ho dimezzato le dosi, che però trascrivo come da ricetta originale, inoltre, avendo usato fagioli secchi, li ho messi in ammollo dal giorno prima insieme ad un pezzetto di alga kombu, che uso sempre quando si tratta di cuocere i legumi (tranne che con le lenticchie)

300 g di fagioli (io Fagioli Neri e 8 cm di alga kombu)
300 g di riso (io Carnaroli)
1 pomodoro
1 cipolla
2 spicchi d'aglio
4 cucchiai di olio
1 pizzico di sale
brodo/acqua q.b

La preparazione dei fagioli
Metti i fagioli con un pizzico di sale in una pentola a pressione per 30 minuti (dal fischio).

A questo proposito, come immaginavo mentre tenevo d'occhio l'orologio, una volta aperta la pentola a pressione, i fagioli erano assolutamente CRUDI!
Al che ho pensato che probabilmente si dovevano usare fagioli freschi... 
Così ho aggiunto un paio di litri di acqua bella bollente, richiuso la pentola e cotto un'altra ora e mezza e salato al termine della cottura, perchè se si aggiunge sale subito, questo irrigidisce la buccia dei legumi, prolungandone la cottura (reminiscenze di cucina macrobiotica.......)

Soffriggi metà della cipolla, il pomodoro e 1 spicchio d'aglio sminuzzato con due cucchiai d'olio e continua a cucinare per 3 minuti e aggiungere un pò di brodo o acqua, quindi uniscili ai fagioli (già cotti)
La preparazione del riso
Soffriggi il riso per 10 minuti con due cucchiai di olio, l'altro spicchio d'aglio, l'altra mezza cipolla tagliata fine e un pò di sale.
Lascia cuocere per 20 minuti aggiungendo acqua bollente.

Un piatto davvero semplicissimo ma buonissimo e "pulito" nei sapori e aromi.

Il Compare ha fatto pure il bis!!!! ^_____________^





Nota alla ricetta dal libro:
"Riso e fagioli da queste parti vengono considerati il piatto principale, il piatto essenziale, il piatto che non può mancare in nessuna casa per nessuna persona.
Si cresce, si invecchia, se è possibile, mangiando ogni giorno riso e fagioli.
Nelle case dei poveri però, il riso è quello spezzato e i fagioli sono quelli che costano meno perchè di qualità inferiore"

domenica 4 gennaio 2015

SWEET CREAM BAKED - Crema Dolce al Forno

Gli esperimenti culinari continuano, grazie al Viaggio dell'Abbecedario Culinario Mondiale il mega progetto di Aiù della Trattoria Muvara :)

Ho purtroppo saltato la letterina D di Dakar per la tappa africana, con il Senegal, ma spero di rifarmi con questa nuova destinazione, che ci vede impegnati con ricette tipiche del CANADA, rappresentato dalla letterina E della città di Edmonton capitale della provincia canadese dell'Alberta e ospitati dal blog di Elena ZIBALDONE CULINARIO 

Inutile dire che anche il CANADA è nel Cassetto dei Viaggi da Sogno, lì, ammassato insieme a tantissimi altri che vorrei poter fare un giorno, prima di.... :DDD

Al momento non è possibile quindi m'accontento di cominciare a "prendere" confidenza con la cucina canadese, visto mai.... almeno sarò pronta!

Edmonton (Canada) - foto presa QUI


E dunque, comincio sfogliando il Mangiamondo e "casco" guarda caso, su un dolce ovvero...

SWEET CREAM BAKED
(Crema Dolce al Forno)
per 8-10 mini tortine alla crema

Le misure, al solito, sono espresse in "tazze" che io ho poi pesato e quindi posso indicare anche il peso in grammi.
Ho apportato soltanto due piccole varianti, che ho debitamente indicato in rosso :)

1/4 di tazza di burro ammorbidito (60 g)
1/2 tazza di zucchero di canna (125 g)
1/2 tazza di sciroppo di mais (160 g) (sciroppo di riso bio)
2 uova
1 cucchiaino di vaniglina (1/2 bacca di vaniglia Bourbon, la polpa)
1/2 tazza d uvetta ammollata (110 g)
1/2 tazza di noci tritate (50 g)
8 conchiglie (gusci) di pasta frolla già pronte
1 confezione di pasta frolla già pronta che ho usato per la base delle tortine

Ho prima preparato le coppette di frolla, tagliando con un coppapasta grande, 8 dischi dalla frolla già pronta (prima volta in vita mia che uso la frolla già pronta... ho usato quella della marca Selex e mi ci sono trovata benissimo!) e foderando con questi, 8 stampini precedentemente imburrati per precauzione, non essendo antiaderenti, ma se li avete tali è meglio :)

Quindi ho bucherellato il fondo di ogni frolla con una forchetta, messo un quadretto di carta-forno e su questa un pò di sfere di ceramica e cotte "a vuoto" nel fornetto preriscaldato a 180° per 10 minuti, quindi ho tolto la carta forno e continuato la cottura altri 5 minuti.

Quindi estratti dal forno, fatti freddare e tolti dal loro stampo.

Ho quindi rimesso sul fondo di ogni stampino (senza lavarli!!!) un piccolo quadretto di carta-forno, reinserito in ognuno la loro tortina e proceduto quindi alla preparazione del ripieno.

Tenere il forno acceso a 180°

In una ciotola mettere il burro ormai morbido a temperatura ambiente con lo zucchero di canna e mescolare amalgamando bene (io o usato il frustino elettrico), quindi unire lo sciroppo di mais (io di riso)  e montare quindi le uova e continuare a montare ottenendo una crema liscia e densa.

Incorporare a questo punto le uvette ben scolate e le noci tritate.

Riempire con questo composto i gusci di frolla e infornare per 30 minuti.

A me in realtà sono bastati meno di 20 minuti in quanto il Fornetto Maxi De Longhi cuoce molto più in fretta del forno tradizionale, quindi, tenetele d'occhio mentre vanno altrimenti si bruciano (come ho rischiato per un paio di loro....)

Poichè m'è avanzata un pò di crema (evidentemente gli stampini erano troppo piccoli per la quantità di ripieno), ho imburrato due ciotole di terracotta e vi ho versato il restante impasto e cotto sempre nel fornetto per 20 minuti.

La prossima volta cercherò di renderle esteticamente più carine, magari lucidando il bordo delle crostatine con un velo di sciroppo di riso (o mais) ma oggi avevamo ospiti a pranzo e ho fatto tutto un pò di corsa... :)
Ad ogni modo, è stato un successone!!!

Sono fantastiche perchè sembrano "secche" ma in realtà all'interno rimane piuttosto morbido e la combinazione burro/zucchero/noci danno un aroma al tutto che mi ricorda certe caramelle che mangiavo da piccola...

Quindi ok, anche questa è promossa! ^^

E come....


 Eccallà, un altro dolce da magnà!!!

mercoledì 24 dicembre 2014

CROSTATA SALATA CON PASTA BRISE' AL VINO, FARINA DI CANAPA SATIVA E OLIO DI NOCI

Titolo lunghetto per una tortina salata dal ripieno semplicissimo, ma che ho voluto rendere un pò più particolare modificando leggermente gli ingredienti della pasta briseè al vino trovata tempo fa girellando per blog :)

Ve la dedico, augurando a tutti Voi un Natale Sereno in Famiglia e che almeno l'anno nuovo porti un pò di Serenità e meritata Fiducia nel Futuro...

CROSTATA SALATA
CON PASTA BRISEE' AL VINO
FARINA DI SEMI DI CANAPA SATIVA
E OLIO DI NOCI
per una tortiera da 28 cm di diametro


Per la pasta briseè al vino:
270 g farina 00
30 g farina di semi di Canapa Sativa Molino Agostini
1 cucchiaino raso scarso di sale fino
30 g di Olio di Noci
50 g di olio di mais

Per il ripieno:
500 g di ricotta di pecora 
250 g di erbette miste lessate e strizzate
8-10 pomodori secchi sott'olio
noce moscata qb
sale fino qb
1 cucchiaio di olio evo

Si impasta il tutto velocemente in una ciotola, ottenendo una palla liscia e morbida che si fa riposare in frigorifero fino al momento dell'utilizzo, se ci si vuole avvantaggiare un pò nella preparazione, altrimenti si può anche usare subito.

Scolare bene la ricotta dall'eventuale liquido e, ugualmente, strizzare bene le verdure lessate fino a che non perdono più acqua e sminuzzarle con le forbici o al coltello.

Mettere ricotta e verdure in una ciotola e su queste, tagliare a listarelle i pomodori secchi sott'olio, precedentemente tamponati con carta assorbente.

Condire con una presa di sale fino e noce moscata più o meno abbondante, a piacere.

Irrorare con un cucchiaio di olio evo e mescolare bene amalgamando il tutto.

Stendere la pasta briseè al vino, su una spianatoia senza infarinare in quanto, essendo piuttosto unta, non attaccherà al fondo, in uno spezzore piuttosto sottile.

Trasferirla nella tortiera lasciando sbordare l'eccedenza.
Tagliare l'eccesso di pasta briseè e tenere da parte per le decorazioni.

Forare il fondo con una forchetta e versarvi il ripieno, livellandolo bene.

Impastare nuovamente la briseè, stenderla di nuovo e ricavarne i decori con dei taglia biscotti dalle forme a piacere. Io ho scelto l'alce e le stelline :)

Ungere i decori e il bordo della briseè con altro olio di noci e infornare per 45 minuti in forno già caldo a 200°
Quando la superficie sarà bella dorata, sfornare e lasciare freddare a temperatura ambiente.

Al momento di servirla, scaldarla leggermente in forno e portare in tavola nella sua tortiera tagliando le fettine al momento.

Buona Vigilia e Buon Natale
a
tutti



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